Scendere nella tana del bianconiglio

Da diverso tempo volevo leggere "Alice nel paese delle meraviglie".
Quale occasione migliore di questo viaggio. Così parto preparata: passo prima dalla biblioteca per procurarmene una copia.
Ora che di fronte a me c'è l' oceano, apro il libro e inizio a leggere.
Mi immergo in questo mondo fantastico consapevole che solo la mente di una bambina (o nei sogni) si può avere l' ingenua certezza che anche il solo pensare ad una cosa fa sì che questa accada.
Ho passato da molti anni quell' età eppure oggi mi sento come Alice, nel paese delle meraviglie, ancora una volta.
Sono su un isola. Il vento non mi fa percepire il sole sotto il quale provo a scaldarmi, al riparo dietro ad un muretto di rocce. Il bianconiglio e il ghignagatto mi passano davanti, non curanti, presi dai loro discorsi.
Sogno ad occhi aperti: prima meraviglia.
Sono scesa nella tana del bianconiglio salendo la scaletta di un aereo lowcost, mano nella mano con l' uomo che da 25 anni insieme a me dà forma alla mia vita.
Quanto dura l' avventura di Alice nel paese delle Meraviglie? Non lo capisco, il tempo nei sogni segue legge tutte sue. A volte si ferma, a volte precipita vertiginosamente .
Ora, come in un sogno, il tempo non c é, se non fosse per il regolare salire e scendere del sole che mi dice che qualcosa sta accadendo. Non me ne preoccupo, ogni cosa a suo tempo...per l'appunto.
Non dover guardare l'orologio: seconda meraviglia.
Si dice "staccare la spina", come se fossimo elettrodomestici che vanno messi in "pausa", per evitare che si sovraccarichino.
Non mi piace l'idea di essere paragonata ad una macchina, ma nel gioco del " se io fossi" se fossi una macchina probabilmente sarei una di quelle che smista e sistema i pacchi in modo che ogni cosa vada al posto giusto, in modo efficace ed efficiente.
"Ben fatto, signora Quarello! Mi complimento con lei"
Direbbe, con voce paffuta, tra i baffi folti, il simpatico caporeparto del mio settore.
Ma è duro vivere come una smistatrice.
Volente o nolente si deve tenere tutto sotto controllo, da soli. Che vita grama.
Ma sono fiera di aver capito, con non poco impegno, di essere una smistatrice difettosa: faccio le cose come posso e soprattutto ho bisogno di chiedere aiuto.
"Smistatrice difettosa offresi" si legge sul mio curriculum, qui nel mondo delle meraviglie.
"Complimenti Quarello, nonostante tutto, e con l'aiuto di tutti, ben fatto!"
direbbe ancora il caporeparto, mettendo le mani nel panciotto, senza perdersi in fronzoli, per acquistare autorità.
Da quando ho imparato a delegare, diverse cose sono diventate più leggere:
meraviglia anche questa.
Il vento continua a scompigliarci i capelli (perché solo noi sembriamo usciti da una centrifuga e tutti gli altri da un centro estetico?!).
Io e Aldo ridiamo e ci prendiamo in giro, ballando sulla spiaggia. Ci accorgiamo solo dopo che siamo finiti nella zona dei nudisti. Ma che importa, qui prevale la natura e le forme del corpo si inseriscono in armonia con le dune di sabbia e le onde del mare.
È un ritorno all' essenziale: meraviglia anche questa,
a cui noi però non prendiamo parte pienamente, più per paura di scottarci che per imbarazzo.
Il vento cancella il superfluo, inghiotte e porta via le poche voci che ci circondano.
Solo noi, il mare che si infrange sugli scogli. Lo guardiamo: bambini a bocca aperta, che si perdono a fissare le colonne d'acqua come fossero fuochi d' artificio, senza mai stancarsi.
Il mare è immenso, è la forza che si sprigiona senza chiedere il permesso, mostrandosi per quello che é. Ma é anche culla che abbraccia e dondola .
Ennesima meraviglia
che mi porta a farmi delle domande sulla vita, a cui forse darò una risposta.
Alla fine mi ritrovo piena di meraviglie anche io.
Mi sento fortunata. Lo sono sicuramente.
Se c'è una cosa che ho imparato é che le meraviglie a volte capitano, altre volte bisogna costruirsele, altre ancora bisogna essere capaci di vederle.
Così, come sono salita su un volo lowcost, ora scendo per svegliarmi da questo sogno e risalire nella realtà.
Adesso però a scendere dall' aereo siamo in tre:
io, Aldo e la meraviglia, che come il ghignagatto, invisibile, continua a seguirmi.